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Riflessioni sulla scuola
È strano pensare di essere quasi alla fine che manca poco per la fine della scuola e improvvisamente la noia prende il sopravvento e così anche quel po' di voglia di studiare che un diciassettenne può avere svanisce in un tiepido pomeriggio ventoso di inizio aprile tra la televisione sempre più inutile e vergognosa il pallone da calcio o la discussione con la nonna mentre suona già un altro mortorio dalle ancora funzionanti campane della chiesa che rintoccano lugubri in questa atmosfera già malinconica e più si è impegnati e più si vuole sfuggire tutto dalla triste matematica alle piacevoli letture d'italiano preferendo solo passeggiare avanti e indietro ai bordi del torrente osservando gli uomini disquisendo un po' con quello un po' con quell'altro senza impegnarsi e applicarsi realmente a qualcosa senza raggiungere nessun risultato e quindi senza rendersi bene conto che sono volati gli anni d'istruzione e si sta per accedere all'università sembra di sentire mio padre quando ripete in continuazione questi stessi avvertimenti e che bruciano molto non appena si ascoltano perchè in fondo dicono solo la verità e per questo fanno male si pensa oggi non studio tanto per una volta non fa niente e una volta entrati in questo circolo vizioso è difficile uscirne e quindi così via per i giorni seguenti il niente ti attrae ti prende e ti imprigiona e allora in futuro capiterà di pensare agli anni trascorsi e dire quando l'interrogazione cambiò la mia vita avevo preso due in una cinque in un'altra avevo già quattro materie malridotte sono stato bocciato pensando va bene se ne parla l'anno prossimo ben sapendo che ormai intrapresa quella scia andrà sempre peggio di male in peggio si perdono i compagni non si ha più voglia di continuare ci si ritrova magari inseriti prematuramente nel mondo del lavoro che non fa altro che abbrutire gli animi o nel peggiore dei casi si passa ad una scuola di second'ordine dove vigono l'ignoranza la cattiva educazione e l'odiata noia per questo motivo in ultimo è meglio impegnarsi per conto proprio indipendentemente da tutto e da tutti dal momento che nulla proviene dall'esterno siamo noi a creare tutto con i nostri sforzi è il nostro saper bene amministrare il tempo che èveramente importante pertanto siamo noi i veri falegnami del nostro destino ed è il mobile che ci creiamo con le nostre mani che ci rimane e che conta davvero.
Di Verdiano Freni