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Musica in estinzione
L'ultima finanziaria ha tagliato il Fondo Unico dello Spettacolo 2006 (che
comprende i finanziamenti alla musica) del 17.1%, da 464.6 milioni di euro
a 385 milioni di euro. L'ambiente musicale in Italia è in agitazione,
giornali come "Suonare News" espongono articoli di protesta e preoccupazione.
Ma quanto influirà tutto questo a Messina dal punto di vista musicale?
Bisogna dire che la nostra città non è famosa per le sue accademie,
nè per i suoi spettacoli musicali. Infatti questo aspetto della cultura
viene fortemente sottovalutato. Durante l'anno sono pochissimi i concerti
pop che hanno luogo in città, per mancanza sia di strutture adeguate,
sia di fondi. Ben più consistente è il numero di concerti di
musica classica e jazz, infatti c'è più di una filarmonica che
propone vari concerti per la propria stagione, invitando grandi artisti italiani
e stranieri; quest'anno, infatti, sono stati presenti a Messina grandissimi
musicisti come i Swingle Singers, Alexander Lonquich, Gilda Buttà,
Boris Petrushansky e molti altri che hanno incantato un pubblico tuttavia
esiguo e culturalmente selezionato. Tutto ciò avviene perchè
gli eventi di così grande importanza a livello culturale e musicale
non vengono adeguatamente pubblicizzati. Dunque, a questo tipo di concerti
si presenta di consueto un pubblico composto da gente di mezza età,
per lo più musicisti di professione, e i pochissimi giovani presenti
sono anche loro principalmente studenti del conservatorio che si sono appositamente
informati, dato che neanche all'interno dell'istituto i concerti sono pubblicizzati.
Così i giovani che si interessano alla musica seria diminuiscono sempre
più, e ulteriormente decimati sono i ragazzi che intraprendono lo studio
di uno strumento musicale. Questa triste situazione comporta il fallimento
di molti negozi di musica e la difficoltà a trovare i libri per lo
studio, che spesso impiegano settimane prima di arrivare a Messina dopo essere
stati ordinati. E' triste vedere come i negozi di musica si trasformino pian
piano in negozi di CD; infatti negozi storici, come Musica Melluso, che prima
esibivano parecchi pianoforti esposti in vetrina, ora mostrano solo l'ultimo
CD della popstar del momento. Questa indifferenza verso la musica si rispecchia
nella disastrosa situazione del conservatorio di Messina, Arcangelo Corelli,
che fino a una quindicina di anni fa si trovava in zona centrale, in via S.
Filippo Bianchi, e parecchi messinesi credono che si trovi lì tuttora,
invece è stato trasferito in via Bonino, in una struttura che presenta
numerosi difetti, come la mancanza di aule insonorizzate, che dà luogo
ad un'enorme confusione. Ma questa situazione sembra destinata a peggiorare
ulteriormente, infatti il conservatorio dovrebbe essere spostati nella malfamata
zona di Fondo Fucile, nello stabile della scuola superiore S. Quasimodo. La
provincia prevede che lo spostamento avverrà fra circa tre anni, nell'arco
dei quali si impegnerą ad attrezzare lo stabile di adeguate misure di sicurezza.
Sonia Mangraviti 4F