Menu
Seguenza PaginaIniziale
Attualitą Musica&Cinema
Sport Letteratura Satyricon
Attività della Scuola
Articoli in questa sezione
Ma quale evoluzione? Mc
Donald's Ricordo dei compagni Riflessioni
sulla scuola Giovani e politica Il
ponte degli interessi L'accettazione del
diverso Messina oggi:tra realtà e leggenda
Libri e libri Hand
of hope
L'accettazione del diverso
L'ultima frontiera di un sistema economico globale in crisi
In questo tipo di società capitalistica che riflette un modello economico
di sviluppo altamente avanzato in ogni suo campo, ma oramai saturo a causa
di un'inadeguata gestione delle risorse finanziarie, di una corruzione su
larga scala dei quadri dirigenziali, da una totale indifferenza nei confronti
della forza lavoro, il fenomeno dell'immigrazione può diventare potenzialmente
un fattore determinante nei delicati equilibri geo-politici e socio-economici
del neonato villaggio globale. Un problema, quello dell'immigrazione,che è
posto al centro dell'opinione pubblica internazionale già da alcuni
decenni, ma che non è mai stato rivestito di quell'importanza strategica
che gli spetterebbe di diritto nelle politiche nazionali delle democrazie
occidentali. Il rischio è quello di una definitiva stagnazione economica
causata dalla diffusione di una mentalità "protezionistica"
in senso culturale che vede nell'accettazione del "diverso" la possibilità
di una corruzione dei propri costumi, la scomparsa delle proprie identità
etniche, religiose, la perdita dei propri modelli di riferimento. Atteggiamento,
questo, che costituisce una costante antropologica in ogni forma di società
da cui l'individuo non può istintivamente discostarsi. La stessa storia
italiana è una testimonianza del fenomeno dell'etnocentrismo nel periodo
in cui, in Svizzera, "respinti dalla classe operaia locale,gli emigranti
italiani vengono a trovarsi isolati all'infimo gradino della societą"
(da "I pregiudizi culturali" di F. Lanternari). Bisogna risalire
alla metà degli anni Ottanta per verificare un ribaltamento della situazione
quando, in conseguenza dell'aumento dell'offerta di lavoro nei settori più
degradanti e faticosi del circolo produttivo determinato dal rifiuto d'impiego
in essi da parte della giovane forza lavoro,la percentuale di immigrati in
Italia è enormememente aumentata fino ad acquisire le caratteristiche
di un vero e proprio fenomeno sociale ed economico. Il ruolo, quindi, rivestito
dall'immigrazione è stato quello di aver ricucito il profondo strappo
che si era venuto a formare all'interno del tessuto economico italiano riuscendo
a far fronte a una disoccupazione dilagante e garantendo costanti tassi di
crescita sia nel campo industriale che in quello agricolo e campo industriale.
L'integrazione del "diverso" all'interno delle comunità dovrebbe
costituire la base delle politiche sociali dei governi occidentali anche non
considerando i motivi di tipo etico, ma solo i risvolti economici che da esse
si possono generare. Il processo di globalizzazione rischia, infatti, di collassare,
se non si interviene immediatamente in maniera efficace con nuove spinte propulsive
di sviluppo come lo sfruttamento delle diversità culturali che possano
rendere concretamente partecipe il mondo del proprio futuro. R. Bodei afferma
nel "Libro della memoria e della speranza" : "Una delle esigenze
più urgenti degli stati europei è quella di prendere congedo
dall'idea di stato-nazione, inteso in termini di compattezza etnica e linguistica".
Nasce spontanea, dunque, l'esigenza di soppiantare il modello americano "frettoloso
e laico,rinchiuso in mille piccoli gusci" (P. Clemente, "Immigrati:
incroci di sguardi" in "Stato dell'Italia") di una omologazione
intesa come pretesa di imposizione religiosa, culturale, sociale, con un modello
culturale "famigliare, cristiano" (op.cit.) che permetta a tutta
la popolazione mondiale di giungere a una ridefinizione del concetto di economia
come strumento di collaborazione e d'incontro per "riannodare in maniera
diversa i fili parziali delle identità collettive".
di Marco La Torre, IV F