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Relazione della visita al parco Horcynus Orca
Non era la prima volta che visitavo il parco, già tre anni fa insieme
alla mia classe siamo andati a visitarlo per vedere una mostra fotografica
che trattava la storia di Messina. Non è cambiato molto da allora.
E' un po' strano entrare in un ambiente così... Non si è abituati
a vedere delle pareti interamente bianche senza alcuna scritta che pubblicizza
il luogo in cui ci troviamo. Entrando si viene "catapultati" in
una stanza apparentemente anonima, dove però i ragazzi che ci lavorano
ti accolgono caldamente e sono disposti a rispondere a qualsiasi tua domanda.
In questa struttura ci sono ampie sale che vengono usate per fare delle conferenze.
Lo stile del Parco è moderno, minimalista. Tutto è fatto per
colpire. Io, sinceramente, capisco poco di arte moderna e non riesco a coglierne
bene il significato. Forse, però, "abituandomi" potrebbe
anche piacermi! Ciò che invece non è per niente minimalista,
anzi è bellissimo e carico di passione, è il panorama che si
può ammirare dal Parco. La vista dello Stretto è qualcosa di
meraviglioso e inimitabile. Un altro luogo che mi ha colpita e che mi è
piaciuto la prima volta che ho visitato il parco è stata "La Torre
degli Inglesi". Essa si trova proprio accanto all'edificio moderno, ex
tiro al volo. La torre risale all'occupazione britannica, avvenuta nei prima
anni del XIX secolo. Questa struttura era usata per scopi militari, infatti
ancora oggi è possibile vedere resti di artiglieria che si trovano
sulla terrazza. Il forte ha una posizione strategica da cui è possibile
rivivere i luoghi della famosa legenda: Scilla e Cariddi. Di Scilla si può
ammirare la maestosa rupe che si affaccia sul mare della costa calabra...
Di Cariddi, invece, è possibile vedere ad occhio nudo i vortici che
si formano dallo scontro delle correnti dello Ionio e del Tirreno. La torre
è formata da due parti: una ottocentesca e una parte cinquecentesca
che è quella che mi ha affascinato di più. All'interno della
torre era ancora allestita la mostra "Incontri Mediterranei" che
espone le opere di alcuni artisti provenienti dall'area araba del mediterraneo
insieme a quelli di alcuni artisti italiani. E' una mostra che mette a contatto
diretto con artisti di grande maturità, mettendo in luce le diverse
identità culturali e affrontando con linguaggi artistici differenziati
anche problematiche artistiche e sociali. Le stanze e la posizione delle opere
sono state scelte con grande cura e attenzione ai particolari. Tutto ciò
che vedevamo aveva un perchè, anche se a volte poco esplicito. E' una
bella mostra, che però deve essere compresa in tutto il suo significato
e quindi spiegata da chi conosce ciò che l'artista voleva trasmettere
con le varie opere. Oltre ad accogliere esposizioni itineranti la torre degli
inglesi è il luogo dove permanentemente è ospitato il museo
degli Alfabeti del due Mari. Si tratta di un percorso ciclico, quasi un labirinto
dove il visitatore scopre nelle varie sale gli ambienti naturali dello Stretto.
In questo percorso acquatico è possibile vedere nelle varie sale le
rotte dei grandi cetacei, delle fere e delle orche che nello Stretto di Messina
transitano frequentemente. Si può anche rivivere attraverso un video
la millenaria pesca del pesce spada. In una teca con delle luci particolari
si può ammirare la varietà di pesci abissali ritrovati nello
Stretto e vedere le piante subacque osservate dai sub del centro di immersioni
che si trova all'interno del parco. Penso che il parco abbia molto da offrire
ai visitatori anche se è ancora poco conosciuto. Secondo me, quindi,
bisogna pubblicizzarlo un po' di più e cercare di organizzare delle
serate che non abbiano un target molto ristretto. E' vero, gli spazi non consentono
grandi numeri, ma è possibile organizzare più serate e quindi
ospitare più gente. Bisogna in qualche modo sensibilizzare i messinesi
a questo tipo di attività per creare occasioni di incontri culturali
e soprattutto valorizzare lo Stretto, che potrebbe offrire davvero molto,
anche sotto il profilo economico, perchè è sul patrimonio artistico
e culturale che la Sicilia deve puntare per far decollare la sua economia,
rendendo l'isola competitiva in un contesto internazionale dal quale è
ormai impossibile prescindere.
Briuglia Maria Lucia IV F