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Libri e libri Hand
of hope
Hand of hope
Le fotografie qui presentate cominciarono a circolare nel novembre del 2002,
e furono considerate le "foto dell'anno". Una di queste fu pubblicata
sulla prima pagina del New York Times come un evento eccezionale.
Il testo dell'articolo riassunse questa storia che è un bellissimo
inno alla vita.
La foto è di un bambino di due settimane, Samuel Armas, a cui fu diagnosticata
la spina bifida, una malformazione, che non lascia speranza di sopravvivenza,
a meno di ricorrere ad un intervento intrauterino. Il Dr. Bruner, dopo numerose
ricerche effettuate nel centro Medico Universitario di Vanderbilt, a Nashville,
nel Tennessee, annunciò di poter compiere tale intervento con il bimbo
ancora nell'utero materno. Durante l'intervento il chirurgo fece un normale
taglio cesareo, estrasse l'utero e vi praticò una piccola incisione
attraverso la quale operare Samuel.
Il Dr. Bruner stava completando l'intervento, che era andato bene, quando
Samuel, attraverso il taglio praticato, sporse la sua piccolissima manina
e si attaccò al dito del medico stupefatto.
Il New York Times intitolò la foto "Hand of Hope".
Il prestigioso chirurgo disse di aver vissuto il momento più emozionante
della sua vita, quando la manina di Samuel strinse il suo dito, quasi per
ringraziarlo del dono della vita che gli aveva fatto. Egli rimase impietrito
per qualche secondo dalla delicatezza di quel gesto, mentre Samuel continuava
a tenergli il dito, dando così all'équipe la possibilità
di scattare delle foto.
Ecco qua Samuel mesi dopo...Vive una vita normale!
E ci domandiamo ancora perchè l'aborto sarebbe un delitto?
E ci domandiamo ancora se la vita è un dono?
UOMO E SCIENZA
Uomo e scienza camminano oggi a braccetto: un'accoppiata vincente si potrebbe
dire, se solo non si esagerasse. Ciò che distingue l'uomo dagli altri
animali è la ragione che permette lo sviluppo della scienza. Per spiegare
il rapporto tra uomo e scienza ci si può servire di una citazione estratta
dalla "Saggezza di Salomone": "Scienza senza coscienza non
è che rovina dell'anima". Troviamo in questa espressione due parole,
scienza e coscienza e, quindi, implicitamente uomo, che appartengono a campi
lessicali differenti: il primo riguarda esclusivamente il mondo della ragione;
il secondo è invece l'universo dell'anima. L'uno non esiste senza l'altro
per la legge dei contrari, ma la ricerca della perfezione consiste nella ricerca
del giusto equilibrio. Il sapere deve essere accompagnato dal rispetto della
morale perchè è solo con la coscienza che si può usare
bene la scienza. E' necessario sapere cosa bisogna fare, cosa è bene
fare. Il sapere è senza dubbio un ottimo potere, ma se esso manca di
morale, allora diventa pericoloso e malvagio. Quindi se l'uomo si affida senza
misura alla scienza, rischia di trasformarla in "barbarie" poichè
si perde il controllo etico, oppure di cadere nel ridicolo perchè ci
si perde nei dettagli senza più avere una visione d'insieme. Ritorna
dunque l'antico insegnamento delle nostre radici latine: "Est modus in
rebus" (Orazio), cioè: vi è una misura in tutte le cose.
Questa è una formula universale, sempre valida; soprattutto oggi bisogna
ricordarla per non dimenticare la morale. L'uomo dovrebbe porsi delle scelte
responsabili per non mancare alla sua vocazione di essere cosciente.
Valeria Lucchesi