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Habemus Capa (Caparezza) ++Musica
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Caparezza/Habemus Capa

Artista: Caparezza
Album: Habemus Capa / Virgin
Voto: 7, 5
Metaforicamente parlando si potrebbe persino presumere che la massiccia quantità
di riccioli sulla sua testa corrisponda al suo effettivo quantitativo di materia
grigia: ne verrebbe fuori un numero di cellule neuronali elevatissimo. Forse
(anzi, quasi certamente) è proprio così, perchè Caparezza
(alias Michele Salvemini from Molfetta, ex-MikiMix) scrive bene, benissimo,
tanto, fin troppo. Le strofe di tutte le sue canzoni, soprattutto di quelle
di quest'album, contengono centinaia di parole, ragionamenti, doppi sensi,
emozioni, sensazioni rese in modo perfetto...e tutto in rima e con valanghe
di allitterazioni ed ogni altro genere di "retoricismi". Potrebbe,
per certi versi, essere definito il miglior verseggiatore dai tempi di Mogol
(quando formava la mitica coppia con Battisti), Tenco e De Andrè. Sicuramente
è il migliore autore di testi del suo genere, un genere originalissimo,
con contaminazioni hip-hop, ethno e rock, fino ad arrivare ai cori polifonici,
che avevano lasciato le ultime tracce nella musica leggera in alcuni capolavori
dei Queen. Ma forse è proprio la musica la parte "peggiore"
di questo terzo lavoro del Capa nazionale. L'armonia che fa da sfondo a questi
capolavori grammaticali, infatti, non è malvagia ma, peccando un po'
di ripetitività (rispetto anche ai brani precedenti dell'artista),
non può essere di certo considerata all'altezza dei testi. Ne risulta
comunque un ottimo album, destinato certamente a scalare le classifiche specializzate
e a lanciare dei singoli pungenti, che però quasi certamente si affermeranno
meno dell'intera compilation, visto il livello di "tormentonite"
che non raggiunge le vette di "Fuori dal Tunnel". Per farsi un'idea
migliore della complessità di contenuti che si nasconde dietro la giocosa
facciata delle composizioni, abbiamo ricavato delle testimonianze dirette
dell'autore, che ci esemplifica le loro caratteristiche, la loro "trama".
Ecco come Caparezza introduce i brani dell'album Habemus Capa nel suo sito:
Mors mea tacci tua (intro)
Morivo dalla voglia di farvi ascoltare questo album. E infatti:
Annunciatemi al pubblico
Sono il mio cadavere ed analizzo tutta la retorica funebre, compreso l'insopportabile elogio del compianto.
Torna Catalessi
Sono il padrone di Catalessi, un cane tranquillo che scappando ha gettato la mia vita nel caos.
Gli insetti del podere
Sono un entomologo che osserva la vita degli orridi insetti che popolano il giardino dell' Eden.
Dalla parte del toro
Sono una toro soggiogato dall'elegante matador di turno. Ma quando girano le palle di toro..
Ninna nanna di Mazzarò
Sono un baby sitter che tenta di tener sveglio un bimbo perchè chi
è sveglio non si farà comprare.
Il silenzio dei colpevoli
Sono il proiezionista del nuovo cinema paradiso e faccio notare ad uno spettatore
che il film della sua vita è muto e in bianco e nero.
Profilo psichico
Introduce le riflessioni sulla diversità.
La mia parte intollerante
Sono un adolescente strano in una classe di adolescenti normali, verso i quali provo una costruttiva intolleranza.
Inno Verdano
Sono un meridionale che vuole vestire di verde ed urlare slogan razzisti contro me stesso.
Epocalisse
Sono l'opinione pubblica ed ho pareri discordanti sull'epoca che sto vivendo.
Tii-yan
Apre la parentesi catodica.
The auditels family
Sono un membro della setta che custodisce il sacro share.
Ti giri
Sono il conduttore di un TG che fa notizia ma non ha notizie.
Titoli
Sono un broker che vi imbottisce la testa con termini di cui nessuno ha capito nulla, mentre io ho capito tutto.
Felici ma trimoni
Sono il sacerdote che unisce il tipico imprenditore e la tipica modella in un tipico matrimonio di interessi.
PS: trimoni in molfettese significa stupidi.
Sssaasss
L' epilogo della follia.
Sono troppo stitico
Sono un Norman Bates che tenta di ammazzare una donna in modo legale, per non finire internato.
Dopo aver viaggiato di corpo in corpo finalmente ritrovo me stesso: il cazzaro
che va di corpo. In corpo. "Questo terzo album esce dopo la mia morte presunta
e si riallaccia all'ultima frase dell'album precedente che è "Mamma
quanti dischi venderanno se mi spengo!". In linea di massima si tratta di
un auspicio. Ho pensato di fare il primo album postumo dal vivo della storia,
che tratti di me che - per adesso - sono ancora in vita e contenga tutta quella
che potrebbe essere la retorica funebre, sia da un punto di vista discografico
che sociale". L'espediente narrativo e schizofrenico dei vari personaggi protagonisti
delle tracce ce lo spiega così, "Ho affrontato questo tema e l'ho sviluppato
facendo leggere la mia anima grazie a vari personaggi come se fossero degli
involucri contenenti il mio pensiero: un parlare attraverso la bocca d'altri."
La voce preferita da Capa è quella dell'adolescente (e autobiografico)
io narrante del primo singolo "La Mia Parte Intollerante": "è la mia
proiezione nell'adolescenza in un sistema "classe" all'interno del quale si
mostrano le diversità sociali, tra cui anche gli emarginati, quelli
lasciati da parte perchè sono strani, timidi o diversi, anche perchè
semplicemente sono se stessi e non seguono un trend, un movimento, una cultura".
L'ispirazione che porta a questo viaggio all'interno del sè non poteva
che essere personale o autobiografica, "Per me la forma canzone è",
spiega, "una reazione alle cose che vivo e che vedo. La spinta creativa me
la dà il liquido amniotico in cui sono immerso, cioè la vita. Per cogliere
appieno l'emozione, non scrivo nè prima il testo nè prima la
musica, ma la sensazione". "Quando scrivo voglio essere autobiografico ed
è un'esigenza, forse perchè nella vita reale sono estremamente
timido anche se molte persone non riescono a distinguere il CapaRezza, sul
palco,da Michele Salvemini, fuori dal palco. La mia esigenza di raccontarmi
nasce proprio da questo mio carattere introverso, per spiegare".
Di Gaetano Biondo e Giuseppe Zagami IV°A